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Linfoadenopatia del cane: di cosa si tratta?

Linfoadenopatia non è una parola che si sente spesso, ma si tratta di un segnale molto forte che ci sta lanciando l’organismo del nostro cane, scopriamo insieme di cosa si tratta e cosa ci indica.

Aurora Busti

Aurora Busti

Veterinaria
2 min di lettura

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Linfoadenopatia o linfoadenomegalia indica la tumefazione dei linfonodi e si presenta con un ingrossamento abnorme ed incontrollato degli stessi, diventano dolenti o cambiano il loro aspetto per forma, consistenza o rapporto con le strutture circostanti.
I linfonodi sono stazioni del sistema linfatico che, oltre a raccogliere la linfa e fungere da filtro, sono la sede in cui i linfociti svolgono le loro funzioni immunitarie. I linfondi hanno generalmente dimensioni piccole, a volte microscopiche, raggruppati e situati lungo il decorso dei vasi sanguigni, sia superficiali che profondi. In condizioni normali i linfonodi superficiali non sono palpabili o comunque sono appena apprezzabili.

Cause

Le linfoadenopatie possono essere benigne o maligne. Le linfoadenopatie benigne, dette linfoadeniti, sono l’interessamento linfonodale di un processo infiammatorio o infettivo acuto o cronico generalmente loco-regionale del distretto corporeo drenato da quella stazione linfonodale. Esistono anche situazioni in cui si potrebbe avere un coinvolgimento sistemico anche trattando di una malattia infettiva come nel caso della Leishmania.
Le linfoadenopatie maligne rappresentano, invece, la localizzazione linfonodale di un tumore ematologico come i linfomi oppure la metastasi di un tumore solido (tumore del polmone, della mammella, dello stomaco, melanoma, etc.).

Sintomi

I sintomi derivanti dalla linfoadenopatia non sono molti. Spesso è una patologia asintomatica. Il modo di riscontrarla è toccare il gonfiore. A volte, la scoperta è del tutto casuale, proprio perché accarezzando il cane si notano questi gonfiori.
Gli unici sintomi riscontrati riguardano la perdita dell’appetito del cane, che inizialmente potrebbe non destare particolari sospetti. Soltanto nei casi più gravi, il cane potrebbe avere difficoltà a deglutire o respirare se i linfonodi ingrossati sono nella zona della gola e/o bocca.

Terapia

Il trattamento può variare in base all’esito della diagnosi. Sarà infatti indispensabile rivolgersi ad un professionista il quale inizierà con una visita approfondita del paziente e proseguirà con degli esami del sangue, esami delle urine e se necessario aggiungerà ulteriori test.
Il veterinario potrà consigliare antibiotici, anti-fungini, antistaminici, antiparassitari e corticosteroidi. Nel caso delle formazioni tumorali, l’esperto consiglierà una soluzione chirurgica, quindi radioterapia e chemioterapia così da prolungare la vita del cane eliminando la problematica.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

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