Mangimi per cani: come leggere le etichette nutrizionali

Alimentazione

In base a cosa scegliere il cibo per il nostro Amico? Quali sono gli aspetti sui quali dovremmo soffermarci, per capire se una crocchetta è migliore dell’altra? Impariamo insieme ad analizzare la composizione di un alimento per cani.

Etichette dei mangimi: come sono fatte

Se giriamo la confezione, come prima cosa di cui dovremmo andare alla ricerca è una tabella con valori percentuali, chiamata Dichiarazione Analitica. Al suo interno possiamo scoprire le percentuali di proteina grezza, grassi grezzi, fibra grezza e ceneri (componente minerale) contenute all’interno dell’alimento. Idealmente è preferibile scegliere un mangime con basso tenore in ceneri, tuttavia tale valore deve essere sempre messo in relazione alla percentuale proteica, in quanto alcuni mangimi con alto valore proteico hanno necessariamente un maggior numero di ceneri.

Come calcolare la percentuali di carboidrati?

Per legge i produttori, non sono tenuti a dichiarare la percentuale di carboidrati, ecco perché non la ritroviamo in tabella, ma tale valore può essere calcolato tramite la formula:

% CARBOIDRATI = 100 – (Proteine -Grassi-Fibre -Ceneri – 14%Acqua)

Il calcolo della formula tiene in conto un 14% di acqua, come valore medio contenuto all’interno delle crocchette.
E’ inutile incaponirsi per trovare una crocchetta completamente priva di carboidrati, non esiste. Obbligatoriamente una crocchetta, per esser prodotta, ha bisogno di una percentuale minima di carboidrati, senza la quale non sarebbe possibile la sua produzione. Una crocchetta formata esclusivamente da carne e verdura, non esisterebbe, poiché non riuscirebbe a rimanere integra ma finirebbe per sgretolarsi.

Come leggere la lista degli ingredienti

Una volta letta la Dichiarazione analitica, tali informazioni, devono essere integrate con la lista degli alimenti. Per legge, gli ingredienti devono essere elencati in ordine decrescente, a partire dall’ingrediente maggiormente presente nella crocchetta, fino l’ingrediente presente in minore traccia.
Va da sé, che andrebbero evitati i mangimi, dove come prima fonte leggiamo: “Cereali” o ingredienti diversi da fonti proteiche.
Come regola generale, vige il concetto che è preferibile evitare mangimi con diciture vaghe sull’origine degli ingredienti, come: “carne e derivati”, “proteine animali” o “sottoprodotti della molitura”; preferendo una lista di ingredienti dove viene mostrato chiaramente al compratore l’origine della fonte proteica e il suo stato, come per esempio: “proteine di pollo disidratate” o “pollo fresco”.

Proteine grezze

Per la produzione di un mangime si tengono in considerazione le linee guida stilate della FEDIAF (The Europena Pet Food Industry Federation), la quale stabilisce  le componenti minime per un mangime completo, in base alla fase di vita del cane: ad esempio per un cane adulto il valore minimo di proteine sono il 18%. Qualsiasi mangime deve avere un valore proteico che vada ben oltre i valori minimi di proteina, almeno 22-24% nell’adulto, mentre ad esempio le diete ad alto valore energetico hanno percentuali proteiche che vanno dal 28 al 33%.

Grassi grezzi

I grassi rappresentano un’importante fonde di energia per il cane. Un buon mangime secco dovrebbe averne intorno ai 10-20%, in base alle necessità e allo stile di vita del cane. I mangimi light (destinati solo a cani con problemi di peso)  sono caratterizzati da percentuali ben minori, al fine di promuovere la perdita di peso.

Fibra grezza

La fibra grezza rappresenta la componente di crocchetta che il cane non riesce in parte a digerire, tuttavia svolge un  ruolo funzionale importantissimo nella digestione di un mangime. Di fatti un mangime con poche fibre potrebbe generare una diminuzione della peristalsi intestinale e causare costipazione, al contrario, troppe fibre potrebbero causare una minore permanenza del cibo nell’intestino, con minore possibilità di assorbire i nutrienti della dieta e feci molli.

Ceneri grezze

Le ceneri della dieta sono rappresentati dai sali minerali, la parte inorganica di una dieta come calcio, fosforo, ferro, zinco, selenio, sodio, potassio… Per legge non è stabilito un valore minimo da rispettare e la loro quantità deve essere sempre messa in rapporto alla percentuale proteica della specifica dieta secca.

Additivi

All’interno di questa categoria sono incluse molte sostanze: dalle vitamine e probiotici, agli additivi tecnologici, come i conservanti . Alcuni additivi come le vitamine sono fondamentali nelle crocchette poiché in maggior parte vengono perse con la cottura e quindi necessitano di essere aggiunte a fine lavorazione.

 

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario