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Sindrome di Cushing nel cane

La sindrome di Cushing nel cane è molto frequente, scopriamo insieme qualcosa in più a riguardo nell’articolo di oggi.

Morena Cena

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Veterinaria
2 min di lettura

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Definizione e cause scatenanti la patologia 

La sindrome di Cushing viene detta anche iperadrenocorticismo e questo nome è dovuto al fatto che questa patologia ormonale è caratterizzata da un’eccessiva produzione di glucocorticoidi.
Questi ultimi sono un gruppo di ormoni steroidei, di cui il più importante e noto è il cortisolo, che sono normalmente prodotti dalle ghiandole surrenali. Essi hanno diversi effetti sull’organismo: agiscono favorendo la risposta alle situazioni di stress, aumentano la glicemia, modificano il metabolismo delle ossa e dei muscoli etc..
La patologia può essere causata da un tumore localizzato direttamente nelle ghiandole surrenali che causa dunque un’eccessiva sintesi dei glucocorticoidi, oppure può essere causata da un tumore a carico dell’ipofisi, una ghiandola situata all’interno del cervello che a sua volta controlla l’attività delle surrenali. La stimolazione delle ghiandole surrenali da parte del tumore ipofisario favorisce la produzione in eccesso di glucocorticoidi.
Meno frequentemente l’iperadrenocorticismo può essere dovuto alla somministrazione di dosi elevate e/o per tempi prolungati di farmaci cortisonici: in questo caso la condizione viene definita iperadrenocorticismo “iatrogeno” e si risolve dopo l’interruzione della somministrazione.

Segni clinici e diagnosi della sindorme di Cushing

Nel cane i sintomi tipici sono:

  • l’aumento dell’appetito (che si definisce polifagia);
  • l’aumento della sete (polidipsia);
  • l‘aumento della produzione di urine (poliuria);
  • la perdita del pelo (alopecia);
  • una colorazione più scura della cute (iperpigmentazione);
  • l’aumento delle dimensioni dell’addome (addome pendulo o addome “a botte”);
  • la diminuzione delle masse muscolari.

La diagnosi di iperadrenocorticismo viene effettuata associando i segni clinici alle alterazioni degli esami del sangue, delle urine e della diagnostica per immagini (ecografia addominale o TAC) e ad alcuni test ormonali (i più comuni sono il test di soppressione con desametasone a basse dosi, il test di stimolazione con ACTH ed il rapporto cortisolo/creatinina urinari).

Terapia: trattamento chirurgico e trattamento medico

In virtù di quanto riportato sopra, non è difficile comprendere che la terapia dipende dalla causa. Il trattamento chirurgico è risolutivo sia per i tumori a carico dell’ipofisi che per quelli a carico della ghiandola surrenale. Quando la risoluzione chirurgica non è possibile, la terapia medica rappresenta una valida strada alternativa e prevede la somministrazione di farmaci specifici (in particolare il trilostano) volti a ridurre la produzione di glucocorticoidi. La terapia medica non è risolutiva e pertanto deve essere continuata per tutta la vita e sotto stretto monitoraggio veterinario. Nel caso invece dell’iperadrenocorticismo iatrogeno, come già detto prima, la risoluzione si verifica dopo l’interruzione della terapia cortisonica.

Dott.ssa Morena Cena
Medico Veterinario Barkyn

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