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Raffreddore nel cane: come comportarsi in questa situazione?

Con questo articolo parleremo di una patologia che, anche se presa sotto gamba, è in realtà abbastanza presente nei cani e per cui quindi è giusto e necessario prendere le giuste misure di prevenzione ed avere le corrette attenzioni.

Aurora Busti

Aurora Busti

Veterinaria
2 min di lettura

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Il raffreddore è una patologia che apparentemente non crea troppi problemi nei cani che ne soffrono, ma non dev’essere sottovalutata poiché potrebbe aggravarsi e portare a situazioni più gravi come ad esempio tosse, bronchite o tracheite.
I cani ne sono particolarmente soggetti per via dello stile di vita che fanno, questo perché con le passeggiate, soprattutto nel periodo invernale, sono sottoposti a continui cambi di temperatura.

Sintomi principali

I sintomi sono molto simili a quelli da cui siamo affetti noi persone, ma si deve porre particolare attenzione al fatto che per i nostri amici a quattro zampe è più invalidante poiché per loro l’olfatto ha un’importanza rilevante ed avere qualcosa che ne limita la funzionalità compromette la sua stessa capacità di relazionarsi con l’ambiente. Grazie al naso loro si orientano, conoscono ed esplorano e averlo poco funzionante può portare a conseguenze anche serie, come ad esempio smettono di mangiare poiché non sentono più l’odore del cibo.
Altri sintomi che potrebbero comparire sono la febbre, di solito non a temperature troppe elevate, gli starnuti, colpi di tosse e aumento della lacrimazione, scolo nasale a seguito dell’aumento della produzione di catarro, dolori muscolari e cambio di comportamento.

Trattamento

Generalmente si tratta di una problematica che si risolve da sola nell’arco di 3-4 giorni, nei quali sarebbe opportuno evitare che subisca bruschi cambi di temperatura, evitare di portarlo a passeggio nelle ore più fredde ed umide, mantenerlo idratato ed offrire dei pasti a temperatura ambiente o leggermente scaldati per renderli più profumati. Se dopo circa una settimana i sintomi non rientrano sarebbe opportuno rivolgersi al proprio veterinario di fiducia per improntare una terapia più specifica con l’intento di risolvere la situazione. Questo è necessario anche per escludere che non peggiori la situazione in patologie più gravi.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinaria Barkyn

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