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I cortisonici e i loro effetti collaterali

Salute

Spesso si sente parlare del cortisone e spesso, purtroppo, viene utilizzato anche a sproposito, oggi scopriremo insieme perché non si dovrebbe fare e capiremo insieme a quali rischi si corrono somministrando questo tipo di farmaci ai cani.

Iniziare una terapia cortisonica non è mai una decisione da prendere alla leggera e sicuramente non è mai una scelta che il proprietario di un cane dovrebbe prendere in autonomia. Indubbiamente il cortisone è un valido alleato in molte situazioni e alcune volte risulta indispensabile, ma non dovrebbe mai essere utilizzato come prima opzione terapeutica e comunque non prima di avere una corretta diagnosi della problematica in atto.

Che cosa sono i cortisonici?

I cortisonici sono farmaci antinfiammatori e immunosoppressori, con struttura analoga ai corticosteroidi endogeni. Questi ultimi vengono sintetizzati nei surreni a partire dal colesterolo e sono suddivisi in due categorie: quella dei mineralcorticoidi e quella dei glucocorticoidi.
I cortisonici di sintesi hanno struttura simile a quelli endogeni e come tali si caratterizzano per la presenza dell’anello ciclopentanoperidrofenantrenico tipico del colesterolo e degli ormoni steroidei; sulla struttura base vengono effettuate delle sostituzioni a livello degli atomi di carbonio per esaltarne la potenza antinfiammatoria e ridurne gli effetti collaterali sul metabolismo intermedio.

Per che cosa possono essere utilizzati?

I cortisonici si trovano in preparazioni destinate all’uso topico (da applicare sulla pelle o sulle mucose), inalatorio, orale e sistemico (esteri solubili e come tali iniettabili). Le indicazioni terapeutiche di questi farmaci sono piuttosto numerose; tanto per citare qualche esempio, i cortisonici vengono classicamente impiegati in presenza di artriti, dolori ed infiammazioni articolari, dermatiti, reazioni allergiche, asma, rinite, lupus eritematoso sistemico, epatite cronica autoimmune e malattie infiammatorie intestinali. Il loro utilizzo rimane comunque palliativo, cioè destinato ad attenuare i sintomi di una malattia senza rimuoverne la causa.

Quali effetti collaterali presentano?

  • Determinano ritenzione di sodio aumentando l’escrezione del potassio, la quale cosa porterà a: ipertensione, edemi, ritenzione idrica, ipokalemia (livello basso di potassio nel sangue)
  • Riducono l’assorbimento intestinale di calcio antagonizzando il trasporto mediato dalla vitamina D. Allo stesso tempo ne aumentano l’escrezione portando ad avere problemi di osteopenia.
  • Aumentano la glucogenesi, ovvero la sintesi del glucosio a partire dagli aminoacidi e diminuiscono l’utilizzazione periferica di glucosio, causando così: iperglicemia, insulino resistenza, diabete mellito.
  • Aumentano il catabolismo proteico tranne nel cuore e nel sistema nervoso centrale con conseguente atrofia muscolare, fragilità capillare, ritardata guarigione delle ferite.
  • Aumentano il catabolismo dei lipidi, per cui si innalzano gli acidi grassi liberi e i corpi chetonici nel sangue che si manifesterà con una redistribuzione del grasso corporeo, che andrà ad accumularsi a livello del viso, del collo e dell’addome, mentre si ridurrà a livello degli arti dando ipotrofia muscolare.
  • Possono dare fenomeni psicotici per elevazione del tono dell’umore, insonnia mattutina che si trasformeranno in sintomi depressivi alla sospensione.
  • A livello ematico determinano aumento dei globuli ossi ed emoglobina, aumentano i neutrofili e riducono il numero dei linfociti (azione antilinfoblastica).

Da questa lista lunga lista è facile intuire come prima di decidere di iniziare una terapia cortisonica si devono valutare i pro e i contro dell’effettivo benefico e degli eventuali effetti collaterali e mai una decisione del genere dev’essere presa di spontanea volontà da parte del proprietario del cane, ma dovrà sempre seguire il consiglio del veterinario che dovrà monitorare il prosieguo della terapia.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

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